Località Val di Fassa

 

Pozza di Fassa




L'abitato di Pozza di Fassa, con la sua frazione di Pera, è posto nel punto di maggiore ampiezza della valle nella confluenza dell'Avisio con il Rio san Nicolò. Il paese beneficia così di un'ampia estensione territoriale in una conca solatia sovrastata da Cima Undici e Cima Dodici. Escursioni, passeggiate, roccia, geologia, i Monzoni, il Gardeccia, le Torri del Vajolet, il contatto diretto con la natura, e, negli ultimi anni, la rinnovata skiarea "Buffaure", molto apprezzata da tutti per i suoi panorami e per la tranquillità delle piste, assicurano a quest'amena località una clientela particolarmente affezionata. D'inverno è molto conosciuta e frequentata la pista da sci Aloch o "Ski Stadium Val di Fassa", che viene illuminata a giorno per lo sci in notturna: un vero e proprio stadio della neve con tracciati adatti a competizioni di sci alpino intrnazionale, ad allenamenti professionistici e manifestazioni di alto livello sia diurne che notturne, mentre agli appassionati dello sci di fondo riserva, oltre all'accesso al circuito della Marcialonga, una valida opportunità con l'anello Ciancoal, divertente per la varietà dei suoi ritmi e per l'innevamento sempre assicurato, particolarmente suggestivo anche in notturna grazie all'illuminazione. Sia d’estate che d’inverno la Val San Nicolò con le sue baite ed i prati di ineguagliabile bellezza nonché i rifugi dai quali si ridiscende con le slitte è uno dei luoghi più caratteristici. I Monzoni, sul versante opposto, sono meno frequentati dagli alpinisti, ma universalmente noti nel mondo dei geologi per le masse di roccia lavica. Pera di Fassa ha dato i natali a Tita Piaz, l’indimenticato ed estroso scalatore meglio noto come “Diavolo delle Dolomiti” autore di arrampicate ritenute allora impossibili sulle guglie del Catinaccio e delle Torri del Vajolet. Pozza è sede del rinomato Istituto Statale d’Arte presso il quale si sono formati rinomati scultori, artigiani del legno e decoratori. Il toponimo “poza” dal latino “putea” pozzanghera, indicava la depressione dove si raccoglieva l’acqua.
 
 - 31/07/2010
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