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Il cavaliere e la principessa.
Franz Wilhelm de Brach: chi era costui? Chiedetelo ai ladini
di San Vigilio di Marebbe. Vi risponderanno che questo de Brach
era il Gran Bracun. E sarete al punto di partenza. Ve lo diciamo
noi: era un cavaliere senza macchia e senza paura, come tutti i
cavalieri delle leggende. Nel suo curriculum non poteva mancare
l'uccisione di un drago. Di leggendario c'è sicuramente il
luogo dove viveva. Allora partiamo da San Vigilio e raggiungiamo
in seggiovia Piz de Plaies. Con gli sci scendiamo al rifugio La
Para, ideale per uno spuntino. Poi di nuovo in pista per tornare
a San Vigilio, dove ci attende lo "Skitrans Bronta" che
ci porta alla cabinovia per Plan de Corones. Siamo in pieno regno
di Fanes, popolo dei nani. Il re è avido e senza cuore, la
figlia invece di tutt'altra pasta. Così Dolasila, buona
principessa, rimedia alle malefatte del padre, meritandosi una pelliccia
di zibellino che la renderà invulnerabile.
Miracoli a tavola e in chiesa.
La leggenda, nella sua versione più completa, è piuttosto
contorta. L'importante è che ve la raccontino mentre degustate
un crafun more, un krapfen ripieno di ragù di selvaggina.
L'indirizzo giusto è il Rifugio Graziani. Per digerire c'è
una grappa di pino mugo al rifugio Bivacco. E per restare ai miracoli
si ricorda che nel 1636 gli abitanti di Monguelfo in Pusteria si
recarono in pellegrinaggio alla Madonna di Marebbe, affinchè
fossero liberati dalla peste. E fu miracolo.
Da non perdere:
La chiesa di San Vigilio, costruita nel 1782, h uno dei piy belli esempi di architettura barocca dell'Alto Adige. Torri fregiate, affreschi interni ed esterni, in particolare quelli sulla cupola furono realizzati da Matthdus G|nther e raffigurano, tra l'altro, la lapidazione di S. Vigilio.
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