Alcuni viaggi rimangono incisi nella memoria e nel cuore in un modo talmente magico, che le sensazioni si trascinano incessanti nel tempo e non ne vogliono sapere di spegnersi, neppure una volta tornati a casa. Il 17 gennaio 2009 per tre giovani amici, era tempo di cambiare. Perché ogni tanto, occorre staccare la spina. Così ci mettiamo in viaggio, verso un paesaggio infinito, diverso da ogni altro, immerso nel candore della neve: Dolomiti (www.dolomitisuperski.com), nel cuore dell’Alto Adige. Subito, l’immacolato manto bianco, che al tramonto si tinge di rosa, ci lascia a bocca aperta: difficile dire cosa ci abbia colpiti, forse il fascino della notte, magnetica, silenziosa, in cui ogni passo affonda nella neve, tracciato e poi dimenticato. Forse l’immenso panorama con le sue cime aguzze che si possono toccare con un dito; tre metri sotto il cielo per assaporare da vicino la faccia nascosta delle nuvole, vedere che si muovono nuotando nell’aria, ai piedi di sua “altezza” Saslong.L’emozione che riserva ogni nuova giornata, snowboard in spalla, tra raggi di sole e gelidi soffi di vento, quando le montagne diventano familiari.Riposarsi nella calda colazione del mattino che fa sentire odore di casa, o nel vapore fumante di un piatto di pasta dopo tanto freddo oltre i 2000 metri. E poi di nuovo via, a cavalcare una morbida scia, mentre la neve ti solletica il naso e fa sorridere: il piacere delle cose semplici, perché sono quelle che contano. Ma Dolomiti non è solo questo: un pizzico di birra (che non guasta mai), palle di neve tra le stelle, giochi intavolati coi liquori all’Heustadel, in compagnia di sorrisi interminabili e quel clima folk che tornare all’hotel è un’impresa. Da questo piccolo angolo di paradiso abbiamo imparato la libertà, quella in cui il cuore si riempie come un palloncino che sta per scoppiare: è un pò come se la montagna fosse un bianco tesoro, avvolto da un’aura d’eterno, che attende a braccia aperte chi è in cerca di una serenità “magica”, sfuggita alla modernità; ma è anche adrenalina e allegria, dove riscoprire il piacere di una vacanza all’insegna della natura, dell’accogliente ospitalità e della tradizione. La febbre delle discese non passa, anzi si ricarica nel racconto dei nostri ricordi invernali. Dolomiti, torneremo.
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